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Generosità contro tirchieria
c'è una possibile trasposizione caratteriale -si parla della tirchieria- che può essere utilizzata per afferrare alcune anomalie del sistema Italia. I tirchi pensano solo al proprio tornaconto, al patrimonio da far crescere, da metter via. Sono sempre in credito con la vita, con il prossimo. Non devono mai nulla a nessuno, e non donano mai nulla, hanno solo rivendicazioni. I tirchi tolgono ossigeno agli altri, al possibile sviluppo.
E adesso che l'espansione è finita (perché cinquanta anni di espansione sono alle spalle, suvvia, rendiamocene conto), queste zavorre di egoismo non sono più coperte dalle ridondanze della crescita. L'Italia ha creato sacche estese di diritti acquisiti, voragini di presunti crediti, altopiani di assistenza incondizionata. Il benessere non è più un privilegio che si conquista col lavoro, ogni giorno, ma un motivo di frustrazione, di confronto con chi ha ancora più quantità, più roba, più di più. Devastata dai succhia ruote, dai furbetti della prostituzione (al denaro, all'apparire, all'io), l'Italia della contrazione mostra boschi inceneriti, incapaci di rigenerarsi...
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